26.6.06

Un commento a caldo




Tutte le Costituzioni sono perfettibili e la nostra dovrà essere oggetto di riflessione da parte di entrambe le coalizioni. Superati i furori senili alla Cicchitto (più di una volta, durante lo Speciale del Tg3, ha messo la Berlinguer in seria difficoltà), come cittadini e teste pensanti dobbiamo augurarci l'avvio di un confronto serio e costruttivo.
Ancora: l'Italia non è spaccata. Ce lo sentiremo ripetere ad libitum sfumando, sino a quando il ricordo di questo referendum confermativo non sarà svanito, ma non essendo il nostro Paese suddiviso in quattro-regioni-quattro, Lombardia e Veneto restano le sole regioni a preferire ostinatamente le scorciatoie populistiche consigliate dai Celti de noantri, i nostri carismatici leaders padani.


Nel frattempo, in questo afoso lunedì pomeriggio, giungono le sagge parole di Francesco Speroni che hanno il merito di mitigare la preoccupazione per le sorti della Nazionale di calcio: Gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo. Perché non vuole essere moderna e hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri.

Ecco, le dichiarazioni di un uomo che ha avuto -per qualche tempo- assistenti del calibro di Franco e Riccardo Bossi (rispettivamente figlio e fratello del Senatur) hanno il potere di rafforzare la mia precaria autostima e di farmi sentire meglio. Non quanto un condizionatore d'aria, l'ammetto, ma quasi.

20.6.06

I poteri del nocino...

Uno dei mali che di fatto annulla i vantaggi del suffragio universale ed è strettamente legato alla partecipazione -scarsa- dei cittadini alla vita politica del nostro Paese è il voto acritico.
Non è mera prerogativa di quell'elettorato indeciso e teledipendente cui vien fatto di pensare, ma anche e soprattutto di quello che vota, anno dopo anno, sempre per la stessa coalizione e lo stesso partito.

La mia Emilia è "rossa" per antonomasia.
Qui il centrosinistra si afferma con percentuali "bulgare", specialmente nelle province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara (terre notoriamente improduttive, per dirla con il mio amato omonimo).

In Emilia i DS sono il primo partito, si fa il tour per le feste dell'Unità alla ricerca del fritto misto migliore, si detesta il centrodestra a prescindere e un po' di nocino (con l'aggiunta del ricordo degli ultimi cinque anni) aiuta a digerire con fatica persino Romano Prodi.

Qui il voto acritico e cieco, almeno per la maggior parte dei miei conterranei, è di casa.
La prova?
In occasione di consultazioni che trattano questioni costituzionali o di etica, l'elettorato tradizionalmente rosso sbanda. La pigrizia gli vieta d'informarsi e il rosso emiliano si reca alle urne forte della propria ignoranza e di qualche minuto di approfondimento su "Porta a porta".
Pare di vederlo davanti alla scheda elettorale, il povero diessino reggiano. Incerto, smarrito, senza simboli che gli sono familiari, senza la Quercia di riferimento, solo davanti a due caselle, quasi costretto a scegliere tra il SI e il NO.
Cosa fare?

Sabato mattina, Piazza Martiri a Carpi.
Sotto il lungo portico hanno preso posto i comitati a favore del SI e del NO al referendum del 25 e 26 giugno. Si distribuiscono opuscoli e volantini ai carpigiani intontiti dal caldo e dalla confusione e tra questi ci sono anch'io, accompagnata da E., un'amica diessina con solida tradizione comunista alle spalle.
Un membro del comitato per il NO si avvicina alla mia amica, le tende un opuscolo e lei, rossa di collera, lo respinge con violenza e si avvia a testa bassa verso la vetrina più vicina.

-Tutto bene?
-Mica tanto!
-Perché?
-E me lo domandi? "Quelli"
(chi? una loggia massonica? una baby gang?) vogliono che io voti NO al referendum! Ma scherziamo?
-Uhm...
-Finalmente avremo meno parlamentari e qualche soldino di più in tasca e "quelli" dicono che bisogna votare NO? Fossi matta!



Ecco perché evito accuratamente di parlare di politica con buona parte dei miei amici (sono ancora giovane e mi auguro di vivere a lungo, possibilmente senza farmi venire un embolo o un colpo apoplettico)... ed ecco perché ritengo il suffragio universale la conquista di civiltà più sprecata dalla nostra specie.

14.6.06

I tortellini di San Gimignano

Non appena le circostanze me lo permettono mi piace recarmi nella provincia di Siena. Lì tutto, dai campi coltivati ai bassi vigneti, dalle tradizioni locali alla ricchezza artistica dei borghi, sa trasmettermi una sensazione di benessere, riconciliandomi con la perfetta imperfezione degli uomini e delle cose.
Il Senese è il territorio in cui vivrei e il fatto che ciò non sia possibile me lo rende ancora più caro.
A Siena come a Montalcino, mi sento a casa. Una casa concepita dalla saggezza della natura e dalla tenacia degli uomini. E nonostante il legame con quella terra non sia recente, mi capita ancora di entusiasmarmi alla vista della terra rossa in modo quasi infantile.
Entusiasmo condiviso dalle centinaia di migliaia di turisti che, ogni anno, giungono in questi luoghi, attratti dalla bellezza dei borghi medievali e dal paesaggio circostante.

Ora l'amministrazione di San Gimignano ha deciso di puntare a un turismo d'élite, non disdegnando un'introduzione del numero chiuso. Il piccolo borgo è sovraffollato, non resterebbe che regolare e limitare l'accesso al centro storico.

Non è un bello spettacolo quando si vedono cento pullman al giorno. Noi vogliamo accogliere tutti, ma soffriamo del fatto che la gente spesso sta per poche ore e poi se ne va- dichiara il sindaco di San Gimignano.

E l'assessore alla viabilità aggiunge:
Ciò che intendiamo fare è invitare i turisti a differenziare le loro presenze per evitare il sovraffollamento. Questo comporterebbe meno disagi per chi viene e una migliore vivibilità per gli abitanti. Vorremmo inoltre sensibilizzare i tour operator a organizzare le visite a San Gimignano non solo nel periodo da aprile a settembre



Lo scorso fine settimana mi trovavo, casualmente, a San Gimignano.
La località, a una ventina di chilometri da Siena, vicina alla superstrada che collega Firenze alla città del Palio, non lontana da Volterra e Certaldo, è il punto di partenza ideale per visitare la zona, principalmente per quei turisti che dispongono di tre o quattro giorni di ferie e possono godere solo per poco tempo della bellezza del luogo.
Le vie principali (Via di S. Matteo e di San Giovanni) sono percorse da comitive americane o tranquille famigliole francesi, attirate dalla Collegiata, le case-torre, Piazza del Duomo, Palazzo del Popolo.
Dalle vetrine giunge il richiamo delle salse per crostini e delle bottiglie di Vernaccia, ma non sono le sole: ecco, orrore!, variopinte confezioni di pasta barese e perfino l'Aceto Balsamico (industriale, ma nonostante la legge in vigore i produttori preferiscono non scriverlo) di Modena!

E allora domando: non è la stessa offerta turistica ( nel campo della ricezione e della ristorazione), culturale e commerciale di San Gimignano la principale causa del cosiddetto decadimento del centro storico?
Con luoghi d'arte chiusi al pubblico per restauro o dagli orari scomodi per i visitatori?
Con scadenti Bed and breakfast a non meno di 100 € per notte?
Con falsi agriturismi e ristoranti "tipici" nei cui menu figurano, senza alcuna vergogna , gli spaghetti alla Bolognese e le lasagne al forno?

Se l'offerta turistica fosse migliore, ci sarebbe senza dubbio anche un turismo d'élite.
Se chi opera nel settore puntasse alla qualità e rinunciasse a proposte tradizionali solo in apparenza (di autentico c'è soltanto la tariffa, sempre troppo alta), la selezione della domanda avverrebbe naturalmente.

Sono considerazioni valide – con alcune differenze- per altre importanti realtà turistiche italiane.
Le giunte comunali e gli enti locali del turismo si lagnano, temo, di situazioni cui hanno contribuito più o meno direttamente . Delle due l'una: o si ripensa in termini diversi l'offerta turistica, concependo in modo nuovo il rapporto del visitatore con la località "di villeggiatura", valorizzando i centri storici e artistici, o si accetta di vivere in borghi contraffatti, con tanto di turista mordi e fuggi che ripartirà dopo aver acquistato – se va bene- l'ultimo inutile vino industriale, l'ultimo sgradevole soprammobile in alabastro.


Per la concentrazione di turisti nei mesi primaverili ed estivi non ho soluzioni da suggerire.
Fino a quando l'homo sapiens sapiens non preferirà villeggiare a una temperatura di dieci gradi sottozero, le giunte comunali ed enti del turismo saranno tenuti a tollerare le altrui debolezze. Del resto il genere umano non è nuovo a rapidi mutamenti biologici. Nell'attesa potrebbero sedersi davanti a un piatto di tortellini con la panna all'ombra di un pergolato in un affollato borgo toscano. E chissà... il pasto potrebbe rivelarsi addirittura piacevole.

8.6.06

Il test di Meme

Il buon Gidibao ha invitato anche me a partecipare al Test di Meme, l'ultimo e "trendissimo" giochino blogosferico. Potevo rifiutarmi?
In previsione del post che sarà pubblicato domani, ecco a voi un po' di leggerezza!


Domanda: Prendete il libro più vicino a voi e aprite alla pagina 18. Cosa c’è scritto alla 4a riga?
Risposta: Literatura viva è aquela em que o artista insuflou a sua própria vida e, por isso mesmo, passa a viver de vida própria (...)

D. Qual è l’ultima cosa che avete visto alla televisione? R. la rassegna stampa di Omnibus.

D. Senza guardare indovinate che ore sono:
R. 10:15

D. Adesso verificate che ore sono veramente:
R. 10:22 (noi comunisti vogliamo riportare indietro le lancette del progesso)

D. Oltre al rumore del vostro computer che altri rumori sentite?
R. Il cinguettio delle rondini e la macchina tagliaerba in giardino.

D. L’ultima volta che siete usciti che cosa avete fatto?
R. Ho acquistato un pacchetto di sigarette.

D. Prima di cominciare questo questionario che cosa stavate guardando?
R. Stavo parlando col tecnico di Alice Adsl.

D. Cosa state indossando in questo momento?
R. Una maglia grigia con scollo a V e un paio di jeans.

D. Avete sognato la notte scorsa?
R. Sì, ma raramente ricordo i miei sogni.

D. Quando avete riso per l’ultima volta?
R. :Ieri sera.

D. Cosa c’è sulle pareti della stanza in cui vi trovate in questo momento?
R. Una veduta di Siena, una foto dell'Alhambra e un quadro ispirato alla battaglia di Trafalgar.

D. Avete visto qualcosa di strano oggi?
R. Un template abbastanza bizzarro.

D. Cosa pensate di questo questionario?
R. Di certo è divertente per chi lo compila.

D. Qual’è l’ultimo film che avete visto?
R. “Buongiorno Notte” di M. Bellocchio (ieri in TV).

D. Se diventassi multimiliardario stasera cosa faresti per prima cosa?
R. Comprerei una casa nuova dove abitare con l'Anonimo Lettore.

D. Racconta qualche cosa di te che non sappiamo ancora:
R. Vorrei sottopormi all'ipnosi regressiva.

D. Cosa cambieresti?
R. Non c'è abbastanza spazio per scrivere tutto ciò che cambierei. Mi piacerebbe smetterla di giudicarmi e accettare i miei difetti.

D. Ti piace ballare?
R. Sì! Soprattutto salsa e bachata.

D. George Bush?
R. E' un assassino.

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina?
R. Marianna.

D. Quale sarà il nome del vostro primo figlio nel caso fosse maschio?
R. Carlo o Sebastiano.

D. Avete già sognato di vivere all’estero?
R. Sì, in Andalusia.

D. Cosa vorreste che Dio vi dicesse quando varcherete la soglia del paradiso?
R. Mi basterebbe riuscire a varcarla, quella soglia!

D. Quali sono le altre 4 persone che dovrebbero fare questo questionario sul loro blog?
R. A voi la scelta, amici bloggers!

7.6.06

Vagabondo che non sono altro...

Gli osservatori della vita politica italiana avevano previsto le difficoltà che avrebbe incontrato l'Unione nelle nomine delle Commissioni al Senato, dove sappiamo che il margine di vantaggio della maggioranza di governo è effettivamente ristretto.

Nei momenti difficili, si dice, sono i più forti ad indicare la via o a tracciarne una da percorrere soli soletti sino al prossimo eventuale incontro con il migliore offerente.

Chissà se l'immagine dell'uomo carismatico e temprato dalla sofferenza -l'uomo che, faticosamente, cambia idea con più rapidità della cravatta- si applica al senatore Sergio De Gregorio (IdV).


Il dabben uomo è stato eletto stamattina Presidente della Commissione Difesa del Senato grazie ai voti della Cdl (13), battendo quindi l'altra candidata, la senatrice di PRC Lidia Menapace (donna dalle idee scandalosamente pacifiste).

La storia personale di questo servitore dello Stato democraticamente eletto è invero di una tragicità che si ritrova soltanto nelle pellicole interpretate da Yvonne Sanson e Amedeo Nazzari.



Ripercorriamola assieme, muniti dei doverosi, irrinunciabili Kleenex.


Inizia giovanissimo la propria carriera di giornalista presso il Paese Sera, in seguito collabora con programmi televisivi della Rai e del Biscione. Durante una estenuante settimana di vacanza su una nave da crociera nel Mediterraneo (1995), ha la fortuna di riconoscere tra i passeggeri Tommaso Buscetta e riesce a realizzare lo scoop per il settimanale Oggi.

Ma comprendiamo che è poca cosa per un uomo con le qualità che De Gregorio possiede e negli ultimi anni la sua esistenza ha seguito il filo di un vagabondaggio ansioso, di un eclettismo mai vissuto appieno , di una sete di conoscenza mai placata.
Il Senatore dell'IdV percorre senza meta il globo intero, alla ricerca di una causa cui dedicarsi: diventa direttore di Ideazione, intervista Craxi ad Hammamet, favorisce la rinascita del Festival della Canzone di Napoli (trasmesso regolarmente su Rete 4), amministra la società che si occupa dell'inserto campano de "Il giornale" durante la direzione di Feltri, ha tempo per diventare direttore editoriale dell' Avanti e persino per fondare "Italiani nel mondo" associazione che ha lo scopo di promuovere il made in Italy in ogni dove.

Alle ultime elezioni regionali la sua straziante mancanza di punti di riferimento si rivela nel modo più drammatico: De Gregorio si è presentato con la propria lista "Italiani nel mondo", l'ha abbandonata, ha scelto Forza Italia, ha abbandonato anche quella e ha trovato finalmente conforto presso l'accogliente scudo crociato della DC di Rotondi. La penultima tappa del suo travagliato percorso esistenziale è la direzione editoriale de "L'Italia dei Valori".

E l'ultima?

La notte scorsa l'inquieto senatore De Gregorio ha risposto al telefono. Dall'altra parte c'è un uomo che esercita un forte ascendente sui compagni di partito: Renato Schifani. Non conosciamo le parole esatte che il capogruppo di FI al Senato ha rivolto a quell'uomo assetato di certezze, nella fresca notte romana, ma sappiamo che ha detto sì, che da uomo coraggioso è andato ancora una volta incontro al destino.

Fino alla prossima telefonata?




Nota: le mie più sincere scuse ad Alberto Salerno, l'autore di "Vagabondo" .
Nota 2: mi offro come talent scout per L'Italia dei Valori.

6.6.06

Domani è un altro post




Fuga d'amore a Lerici, abbandonando la pioggia antipatica e i capricci (non meno antipatici) degli altri. Dedicare il mio tempo all'Anonimo Lettore: labile e perfetta felicità.

Da domani si ricomincia, con meno melassa.